lunedì, agosto 18, 2008

Lo scrittore che cadde sul biliardo


Walter Tevis è uno dei più grandi scrittori americani del Ventesimo secolo e probabilmente voi non lo sapete. Non è grave, non lo sapeva neanche lui. Ci sono scrittori che scrivono romanzi e scrittori che «sono» i loro romanzi, che imprigionano, volenti o nolenti, la propria vita nella pagina.Walter Tevis (1928-1984) apparteneva, anche se ne avrebbe fatto volentieri a meno, alla seconda categoria. Ha scritto sempre di se stesso, ha scritto sempre avendo il terrore di non essere adeguato a contenere, ad arginare con la diga della parola paure, ossessioni e quell’innato talento che, in una qualche maniera, lui sentiva come persecutorio.

Eddy lo svelto, l’eroe de Lo spaccone (appena pubblicato in Italia da minimum fax, pagg. 256, euro 11) ha il talento del vincente, di quello che non può perdere. Però non ne ha il carattere, non ne ha la tempra. Né fisica, né mentale. Walter Tevis era un buon giocatore di biliardo e un grandissimo scrittore. Il biliardo lo aveva conosciuto ai tempi del liceo, a Richmond. Giocava con Toby Kavanaugh, un compagno di scuola che gli insegnò l’arte del rinterzo. Kavanaugh in seguito divenne un fortissimo giocatore professionista e poi il proprietario di una sala a Lexington. Lavorando in un biliardo e giocando, invece, Tevis si mantenne all’università. Tevis però era malato. Affetto sin dall’infanzia da una malattia reumatica. Non poteva diventare un campione.Sulla scrittura, invece, limiti non ne aveva. La sua penna era naturalmente agile, poco influenzata dagli studi di letteratura inglese all’Università del Kentucky e molto dalla vita vissuta. Così, mentre insegna, sentendosi un alieno, nelle scuole delle piccole cittadine del Kentucky batte i tasti della macchina per scrivere come prima faceva battere la stecca sulla palla. Ciò che ha visto nelle sale da biliardo si trasforma, nel ’59, in The Hustler (Lo spaccone). Il romanzo ha subito un enorme successo. Due anni dopo è su tutti gli schermi e Walter ne firma la sceneggiatura. Hollywood gli spalanca tutte le porte. Ha quella che gli americani chiamano la grande occasione.Insomma Tevis è per tutti uno che ce l’ha fatta. Nessuno sembra collegare la vita di questo scrittore con gli occhi carichi di furbizia, con i suoi personaggi. Con l’ansia di trovarsi una sconfitta che trapela dai fallimenti di Eddy lo svelto, dalla malattia e dall’alcolismo della bella Sarah.